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    Poeti Emergenti
    Poesia di Gabriele
    Il morbo di parkinson


    È un gioco elettronico nel suo male innovativo ch'ostinano
    la ricerca della cura nel fisico e poco nella morale della mente.
    Da non molto è un virus nell'aria moderna contumace assassino
    più riflessivo si muove, dal mondo aberrante della depressione,
    sale dagli inferi. Fantastica nel labirinto terrestre si muove…
    Un'anima di peste repressa interiore è un vulcano che sbotta
    in una striscia lucifera che sospira idee da serpente per strada.
    Per chiunque l'è una bella donna che chiede del bene e, a
    gente per bene si dà. Incolume ti credi? Giampiero, Ahimè!
    Con la sua ti lascia convivere bene il tempo necessario per
    illuderti per rimanere fregato nell'attimo preciso, già deciso.
    Come una puttana a pagamento veste le umane povere spoglie.
    Prima dolce ti prega, si strugge e poi con comodo nel cuore
    la tua anima ti frega nella storia di due anime che non è più
    una nenia bella raccontata giorno dopo giorno è una brutta
    novena precedente alla successiva sempre uguale pesante.
    Con due cervelli in testa per una vita a disposizione che fa
    cilecca in un corpo umano conosciuto nella dignità e nella
    onestà rovinato disabile sensibile suo malgrado è un essere
    di ciò che non si può essere, un mostro è una nuvola in cielo
    che non piove mai anche quando piange nella sua solitudine.

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