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Poesia di Gabriele (Giampiero Iezzi) -
Dove sei poesia

Noi disabili ricercatori del male corporeo soggetto
Inps a visita periodica oggetto di cure incredibili
per un male incurabile collaterale subisce la vita
ottusa in un mare di guai.
Ostaggio di se stesso con un'anima impura che
detta legge e muove a suo dire usurando con il
fare sul corpo mio, in gestione gratuita. Dio, qui
ogni guerra medica è la battaglia per la distribuzione,
non la somministrazione, delle troppe medicine
quotidiane nei diversi orari per contrastare i dolori
che si inerpicano vani sul vetro cercando di far fuori
la vita mia ognuno come gli pare… Ooh Signore parliamo
di quella che ogni mattina s'alzava per andare a lavorare.
Dove sei poesia! Scrivi ciò che io racconto di prose
In terre lontane tra pietre e sassi nascoste dietro un
ciuffo d'erba, non vedo ai raggi del sole protesa la tua ombra
non c'è immagine di te più bella, come quando appari la mattina.
Son preso dal cercar in me la gioventù che insegue la vita alla riva
ch'arriva presto alla vecchiaia vegetale attende il corso dell'acqua
che cammina veloce nel presente vuole alfin sapere del suo futuro.
La vita veste e da consiglio alle idee sfiancate per il lungo cammino
nello smog con i fumi dell'alcool che uno ha per vivere un aiuto
concreto che si vive in un giorno che non c'è più nella nostra speranza.