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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Filanti  passiti


Non è impossibile se è fattibile per Dio
ciò che chiedete… vi sarà dato.
I solidi soldi che tutti cercano ma nessuno crea
non diffondono Dei in cielo eeh delle stelle,
che ci fai ooh giampiero: Restano filanti passiti
ricordi del fallimento insolitamente belli smarriti.
A tratti, attenti alla fiducia!!
Son come sempre poi nel firmamento in
tasche vuote bucate senza valore scellerati,
la solita minestra di carta straccia imbevuta.
Per pulire il culo di chi ci dà obblighi mensili
rovinando l'esistenza in astinenza d'idee
girano poco bene nel cerchio del male è una
ellisse alla sera che spregiudica bestemmie
in una nuvola carica al sapor d'incenso quel
meteorismo per i postumi di dolore notturni.
Son ricercato per schiamazzi in corsia ospedaliera
con richiamo formale del dottor primario.
Anche questa mia poesia o miniracconto italiano
timida si consuma vegetale in un mondo animale
nella depressione dell'anima… brutto nel cuore
va in decompressione regolando le emozioni
della vita nella nuova tragedia dell'era moderna.
Lui, ci capisce attraverso il nostro pregare giudica
dell'imparziale affetto scaduto con l'amore
conscio nel mio testone, di dover morire
anche, se dopo siamo lì sempre nel peccato.
Dio, ci parla in continuazione di non peccare
eeh siamo noi a non comprenderlo, poveri idioti.
La gentilezza con la generosità volatilizza nel cuore
l'anima acida che con mezza di Sirio rinsavisce!
tagliata come droga nella drogheria di Topo gigio.
Su e giù claudicante nel camminar il dolor ci manda per
la casa con l'addomesticato vivere imposto d'un lieve
calore che non smuove farhenait in alcun termosifone.
Freddi commosse gocce dal soffitto verniciato son
spennellate di muffa lungo i muri scolando lasciano
naif affrescati, da altri ricordati sul groppone del mio passato.
Colui che fragile ostina cure e vende fumo a se stesso
fanghiglia nello stagno dell'incolumità, la pazienza
lavora la sua credulità alla fine spira insoddisfatto
chi spera esasperato, è già un ricordo, nel tempo.
Polvere di stelle!
per una vita appena deceduta dal dolore accumulato
dalle morbidezze parkinsoniane non smaltito in corpo
agevola quel tocco d'arte capace dato dal paziente
ospedaliero fradicio di pianto che non commuove
i vaccinati del cuore degli infermieri metropolitani
carini di bianco che copre il loro nero interiore.