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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele
Ebeti plastici


Per esserci nell'essere disabili non va bene per noi
ebeti plastici nel sorridere siam poveri parkinsoniani,
pochi disgraziati avidi di salute mentale.
In pochi si vive male nell'attesa d'essere tanti, per
reclamare alla scienza una cura per guarire, stiamo
a guaire per rianimare il lavoro delle pompe funebri,
con il becchino che si frega le mani in futuro quando
non saremo più padroni del cervello della nostra vita.
Inutile è prendere impegni se poi non li posso mantenere
… saremo forse morti uccisi segnalati dal destino
rosso su nero siamo diavoli bestemmiatori per caso
recuperabili alla vita per disintossicazione interiore
dal peccato nel purgatorio.
Lì, ci sono persone con il sorriso per bene defunte,
che hanno perso la vita in salute all'improvviso.
Par un suicidio… ooh Dio dimmi la verità mah, che
ci faccio di questa vita, per viverla in galera?
Distrutto nel corpo… l'anima in un sogno è chiusa con
la speranza nel suo torpore d'un domani migliore.
Qui , Signore sarò ignorante mah, dove c'è la necessità
di sopravvivere, ognuno pensa per se sulla terra…
non c'è più il piacere di stare insieme per compagnia
chiacchierando invano per nascondere al presente,
quando con il mio passato nessuno mi vuole.
Poche parole si fermano da me per diventare poesia.