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Poeti Emergenti -
Poesia di Gabriele -

Contumace -


In  un convento di emozioni petali di un fiore
combattono  come un essere umano contrastando
una infiorescenza  che ha stracciato la mia identità.
Per chi, verrà  saprà diventerà  e dopo si accorgerà
nel suo immaginario malato in corpo..
strano scordato sentirsi  nel vivere emarginato
Quando,
la salute se ne và dal suo essere vivo
imprigionato per sempre nel suo ricredersi
in  Dio " mah, lui m'ama o non m'ama? "
in una speranza di fede sciorina  foschi
paesaggi di vita.   Lugubra come un avvoltoio...
L'anima è un lamento immobile sfinge egizie
tormenti d'idee faraoniche per l'archeologia
per  scarsa tranquillità emotiva mai realizzate.
Recisi di poesia
nessuno legge di noi diavoli con occhi di ghiaccio
luciferi  nei  animali priva della nostra sensibilità.
Razza nuova eletta  per il  gioco  della primavera
"pesce D'aprile" un   ludeo superabile con i maroni girati
restano vetutusti scheletri della disabilità in società.
Vanitosi barboni e  stradati  buffoni alla corte visiva
per colonizzare  l'elemosina con quattro clown per
pseudo  azioni motorie  circensi  dovute per forza
simbolismi viventi come tira l'aria  rimessi al
dovere estremo.
Ai quattro punti  umani cardinali, essi sono immobili,
dignità esile d'onestà,  vegetali gigolo delle emozioni
mah sono solo disgraziati che in un quattro e quattr'otto
propongono la pietà di Dio  all'alternativa  dell'amore,
in odio all'emozione  che non deve essere indotta.
E' quel  senso bello del quale intenso attendiamo docili
d'essere conquista del desiderio  di un disegno  interiore.
Avvinti da una vita in uno specchio di malinconia
Ripescati  siamo  assassini  vampiri dopo le tre di notte,
scelti disabili della municipalizzata un,  
diverso  per la differenziata.
Prima di far morire la vita mia
al fine vorrei toccar con mano
per abbracciare l'anima
che tanto ancora anela
per il disabile corpo
contumace
mio.

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