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Poeti Emergenti
Poesia di Gabriele -
Cara amica mia


Cara amica mia, solitudine della mia sofferenza
dimmi, gli uccellini mica sono andati via? Ooh Dio
come li vorrei imitare, per la vita volerei con loro
in volo pindarico al limitare fantasticando per non
essere mai più un uomo tradito dalla vita.
Vero, sempre arrestato nella gravità terrestre l'aria
arrugginita alfine in corpo la salute provata si porta
via invano con altri a vivere senza poter amare più.
Se è così inguaiato il fare non m'interessa vivrò
mendicante lungo il cammin concesso cigolando
le ossa dimenticate malate insieme elemosiniamo
la vita per strada con il rosario della Madonna.
Lei, non abbandona mai ch'insiste con quindici
qualità medicinali ingoiate è il rekord ospedaliero
per assunzione giornaliera, pensando senz'altro di
guarire. Coosa? Cala Giampiero, cala da quel pulpito
riprenditi la tristezza giornaliera e ingoia compresse,
gocce e polvere di stelle sciolte in acqua, ti vedo depresso
per ventotto volte in ventiquattro ore… è una corsa contro
il tempo della vita alla moviola sulle sabbie mobili.
Il desiderio ogni giorno che passa trema e, si porta dietro
un po' della salute così di male in peggio, si tira avanti eeh
m'avvicino al poggio della collina degli stivali.
Al cimitero è, sicuro amica mia quando arrivo ti faccio
sapere cosa si prova come me provati nel cuore, morire
naturale all'improvviso, il vissuto è nel dolore per la metà
della vita mia per arrivare Signore con te alla meta.