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    Poesia di Gabriele
    All'acqua  raccolta

    Per aver della fortuna sempre nei paraggi
    perché da noi non si fermava mai con i suoi
    intrugli e guai all'ombra delle quattro di mattina,
    Mamma Adele in cucina con le sue mani senza
    farlo vedere mesceva pronto il suo olio nuovo
    di zecca per il consumo quotidiano:
    di semi vari e sanza & oliva in egual porzioni
    per ridurre l'acidità dei debiti di fine mese.
    Nessun lo sapeva in famiglia di quell'olio santo
    era oro spalmato, sulla merenda del piccolo
    Giampiero contento, su due fette di una bianca
    pagnotta di pane il Natale faceva festa in casa mia
    era primavera condita con quell'avido insaporito
    dallo struscio al sapor del taglio fine di mortadella.
    Meravigliosamente orgoglioso mostravo la mia stozza
    veloce senza bere strozzata in bocca davanti alla loro
    attenzione per non farmi fregare quando, nel giocare
    ero distratto dalla compagnia.
    Eravamo bambini alla ventura per strada alla via manoppello
    con la vita tutti sbaraccati di sete animati con gli occhi
    impastati di sonno, alla fame il vivere era "all'acqua raccolta"
    la nostra giornata dalla mattina alla sera.

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