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    Poeti Emergenti
    Poesia di Gabriele
    ... A  caso strimpellate


    Dove sei Giampiero? Qui ! Mi nascondo tra
    le frasi della mia solita poesia scritta sviando
    i piranha dolori del matto parkinsoniano.
    Non sono presentabile per i giorni delle feste
    Natalizie, Ooh Dio dìllo a Gesù ch'ancor lui nasce,
    qual vostro soprammobile centro ovale da tavola
    per essere gradita preda, cara ricamata dal morbo
    che mi dilania.
    Non più usato mal struito ancor vivente debole
    ricordo del vivere in tranquillità.Me mah chi lo vuole?
    Per riposare, lo si desidera, al bisogno per i bei
    sogni stanchi, al momento stufi ch'abbisognano
    d'un po' di fiducia, non volgare fortuna, per
    andare in bocca al lupo… Si può! Non sò dopo
    dove disgraziati andremo a finire… di quelli andati
    nessuno ha fatto sapere nulla perché di color
    finiti, tutti sono sterminati nel dimenticatoio.
    Non sono stato io a desiderar d'esser nato…
    avuta perché voluta forse era più bella. Chissà
    a chi posso chiedere perché si nasce Dio, Gazie! Se
    sono nato sano, perché poi ch'arrivo nativo,
    dannato son disabile all'appuntamento della morte
    prenotato dal mio ignorante destino.
    Di quali oscuri giochi sono io ignara vittima per caso
    ooh Signore, dimmi… da chi voluta!!!
    Terribile, così desiderata.
    La mia immagine confusa non regge allo specchio
    non si può toccare, non conviene! Se più non c'è.
    È un tirare calci alle emozioni che anche tu vivi
    attraverso me priva di gesti inconsulti, dal nulla per un
    niente è vuota la vita di chi da sempre anima i suoi
    avari sogni amari.
    Per chiunque è un pensoso penar stare insieme a menarsi
    malati ospedalieri tramezzati pregni di dolore umano
    assoldati dai secondini infermieri preposti al gioco d'una
    giornata in bianco all'orizzonte spesa per i genuflessi in
    laboratorio a preparare alchimie è nera per i malati! Anche
    agli ammaliati, mah! Come capire chi ti capisce se s'ascoltano
    antiche parole guerrate, su un bianco foglio a caso strimpellate.

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