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Poesia di Gabriele
Poeti Emergenti

Tu, che tutto hai
in un mondo inutile
che nulla è di concreto
perché niente ho da te
che stai a soffrir… vita.
Io con altri siamo le tue
svendite fuori misura lese
ma non vetuste per l'inferno
che ci rende con un contratto
diavoli di lucifero in prova futuri
uomini sulla terra per la stessa vita.
Parkinson, sei Lucifero… in animo
litigioso sarò anch'io un diavolo
neurovampiro succhiatore di dopamina.
Su di me sfortunata vittima sei inestricabile…
d'una pensione garante son un bene inestimabile
in una banda di pellegrini nella carne offesi siamo
i rubinetti bancari del buon vivere per i sani
che amministrano i soldi, sbuffando in una litania
imposta con responsabilità nella necessità di
stare insieme.
Anime di angeli e diavoli combinano in me, eeh tirano
innanzi la carretta dei sentimenti con chi incomunicabile
svilisce e sbaracca le emozioni come impegni dovuti,
d'un lavoro nero!
Un muro d'oscura indecenza verso chi disabile
è offeso da un mutismo non gradito, indesiderato.
Ooh Dio, dove c'è troppo orgoglio non c'è rassegnazione…
per colpa d'entrambi!
Vivo in un razzismo strisciante poliedrico ricevuto
dalle passate generazioni sottile pagana si manifesta
dove, paga il bene per il male disabile è la solita festa
per intenerire il pubblico invitato a devolvere spiccioli
di ricchezza ostentata spaccona in offerta… è una elemosina!
per carità ricevuta ammirando spicciola verità offesa
di polvere di stelle di dignità persa della povera gente.
Per onestà dovuta sono finti magi nel cuore si ripuliscono
il loro passato con gente come noi… provocatori umani
senza libertà di vivere pronti a tirare le cuoia subito
per desiderio d'altri… implacabili, ci vendicheremo
dopo al di là del guado.