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zucca
Poesia di Gabriele D'Annunzio 
Ottobrata

Ridono tutte in fila le linde casette
ne 'l dolce sole ottobrino,
quale colore di rosa,
qual bianca, come tante comari vestite
de 'l novo bucato a festa.
 Su le tegole brune riposano enormi
zucche gialle e verdastre,
sembianti a de' crani spelati,
e sbadiglian da qualche fessura
 uno stupido riso a 'l meriggio.
Seduto su un uscio
un vecchietto sonnecchia
pipando, e un gatto nero gli dorme
tra i piedi.
Galline van razzolando intorno;
si sente il rumor de la spola
e d'una culla a 'l ritmo
di lenta canzone; poi voci
fresche di bimbi, risa di donne;
 poi brevi silenzi,
Il bel vecchietto russa,
 inclinato su l'omero il capo
bianco, ne il sole. lo guardo
 la placida scena e dipingo. 

La descrizione del paesaggio risulta viva e precisa nei suoi contorni. Il poeta coglie essenzialmente i colori che compongono la scena: il rosa e il bianco delle case, il bruno delle tegole, il giallo e verdastro delle zucche.
Tutte le cose godono del tiepido sole ottobrino. Nel paesaggio osserva ora gli esseri che lo animano di vita: il vecchietto, le galline, il gatto, le donne intente ai lavori domestici e alle cure della famiglia.
Si odono suoni e rumori: il rumore della spola, il ritmo lento della culla, dondolata al canto di una ninna nanna, le voci dei bambini, le risa delle donne, il russare del vecchietto.
Con i bei colori e con i dolci suoni, in tramezza ti da brevi silenzi, il poeta dipinge questa scena che ti dà una senzazione di pace e di serenità nel mite clima dell'ottobre.

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