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Poesia di Gabriela Mistral
Mani malvagie

Mani malvagie si impossessarono della tua vita dal giorno
in cui, a un segno degli astri, lasciò il suo campo,
innevato di gigli. Fioriva nella gioia.
Mani malvagie entrarono tragicamente in lui…
E io dissi al Signore: - Per i sentieri mortali
lo portano. Ombra amata che non sanno guidare!
Strappalo, Signore, a queste mani fatali
o sprofondalo nel lungo sonno che tu sai dare!
Non posso gridargli, non posso seguirlo!
La sua barca è spinta da un nero vento di tempesta.
Riportamelo nelle mie braccia o raccoglilo in fiore.
Si è fermata la barca rosa del suo vivere…
Non conosco l’amore, non ebbi pietà ?
Tu, che mi giudicherai, lo capisci, Signore!

Gabriela Mistral
Da: I Sonetti della morte
terzo sonetto

Malas manos tomaron tu vida desde el dia
en que, a una señal de astros, dejara su plantel
nevado de azucenas. En gozo florecía.
Malas manos entraron trágicamente en
Y yo dije al Señor: -Por las sendas mortales
le llevan. ¡Sombra amada que no saben guiar!
¡Arráncalo, Señor, a esas manos fatales
o le hundes en el largo sueño que sabes dar!
¡No le puedo gritar, no le puedo seguir!
Su barca empuja un negro viento de tempestad.
Retórnalo a mis brazos o le siegas en flor.
Se detuvo la barca rosa de su vivir…
¿Que no sé del amor, que no tuve piedad?
¡Tú, que vas a juzgarme, lo comprendes, Señor!

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terzo sonetto

Traduzione di Federico Guerrini