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Poesia di G. A Studdart Kennedy
Poesia di G. Studdert Kennedy
Gesù al Golgota

Quando Gesù arrivò al Golgota, lo appiccarono ad un albero,
Gli conficcarono grossi chiodi di traverso le mani e i piedi e fecero un calvario;
Lo coronarono con una corona di spine, rosse erano le sue ferite e profonde,
Poiché erano giorni crudeli, e la carne umana non valeva nulla.

Qttando Gesù arrivò a Birmingham, si limitarono a passargli accanto,

Non gli toccarono mai un capello, lo lasciarono soltanto morire;
Poiché gli uomini erano diventati più teneri, e non volevano recargli pena,
Si limitarono ad attraversare la strada, e lo lasciarono nella pioggia.

Pure Cristo gridò: « Perdonali, ché essi non sanno quel che si fanno;
E seguitò a cadere la pioggia dell'inverno, che lo bagnò tutto, da capo a piedi.
La folla rincasò e lasciò le strade senza un' anima che lo vedesse.
E Gesù si appoggiò ad un muro, ed invocò il Calvario.

Da questi stupendi versi s'intuisce facilmente ciò che il poeta ha voluto dire, e cioè che l'indifferenza degli uomini ferisce il Salvatore più profondamente dei tormenti e della
morte sul Calvario.
E ad illustrare ulteriormente questo concetto, ecco il commento di uno scrittore che, riferendo questi versi in una sua opera, parla appunto di questo fenomeno dolorosamente attuale.

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