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Poesia di Francesco Paolo Catanzaro
Il dolore dell'alzeimer

Sta al silenzio 

al non scambiare più un abbraccio. 

Si vive come morti

ognuno nella propria ipocrisia mentale

facendo ogni giorno le stesse cose 

in quel silenzio che allontana avvicina  sempre più. 

Sarebbe stato meglio 

non aver creduto un giorno di aver trovato l'amore. 

In quei giorni 

quando avrebbe messo la mano sul fuoco

e si erano affidati al completamento

dell'altrui piacere corporale e d'anima. 

Ma  negli anni

non aver mai voluto dare più un bacio

non aver sentito gli occhi accesi dalla passione

non aver mai manifestato l'ardore

doveva far  capire il baratro

di quel loro tormentato e sfortunato  amore. 

Il dolore 

é  oggi non riconoscersi più, 

manifestare insofferenza per quella presenza

non ricordarsi

che quello che si ha avuto e si ha 

é vero amore

nelle notti dell'alzheimer 

quando lei grida che non riconosce quell'uomo

che le dorme accanto

e che un tempo aveva scelto come suo amore. 

Tutte le notti 

dopo i rifiuti e le insofferenze

quando si ritorna silenziosi, 

con lui che le dorme accanto

e spera ardentemente spera

di poterla riguardare negli occhi 

e di ritornare ad abbracciarla  

per essere amato, per essere amato.  

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