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Poesia di Fausto Maria Martini
Rimuore

Fine d'un giorno: nella vecchia stanza
sui ritratti dei morti, alle pareti,
anche una volta muoiono i segreti
sorrisi, poiché l'ombra avida avanza.

Son venute due donne, cui l'Assente
guarda con occhio d'angelo in esiglio:
l'una pensa il fratello, e l'altra il figlio
che dorma un sonno di convalescente...

E si tacciono per non ridestarlo:
grave il silenzio nella polverosa
stanza, odorata di cera e di rosa...
A quando a quando, il rosicchio di un tarlo

Com' era bello! È morto a sedici anni,
nel suo collegio, è morto d'etisia,
senza saperlo, senza l'agonia,
è morto a sedici anni! a sedici anni!

 Era l'aprile e lui se ne morì...
E guardava i pavoni nel cortile,
lenti, tra le colonne: il due aprile!
Com'era bello vestito così

L'ultima luce indugia tra i fiorami
delle cortine, e già s'è fatta sera:
ridono nella falsa primavera
uccelli strani sopra rosei rami...

Dal dolce sonno il bel convalescente
s'è desto per la vergine sorella...
vanno pei campi, seguendo una stella,
(quante d'agosto!) una stella cadente...

Non pensa le fiorite dei ciliegi
l'altra, se guardi ai pallidi fiorami,
ma certi libri antichi di botanica,
a fin d'anno donati nei collegi...

da Poesie provinciali