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Poesia di Eugenio Zoppis
Requiem

Che resterà di tanto appassionarsi,
dei crogioli, del sudore, dei rovelli,
di mani operose,
acute menti dai pensieri profondi,
agli argomenti di fronte a udienze distratte o contrariate?
Resteranno le figure stampate dentro il cuore
Del cielo in capo al mondo, dell’onda il suo fragore,
il contatto del vento sulla pelle e il mormorare lieve,
il verde vitreo del ghiaccio e crepitare di passi sulla neve,
Il fremito delle carezze sulle mani?
In mezzo all’Ade, non vi è spazio alla memoria
E quest’anima, coperta dai marosi in mare aperto,
ormeggiata in braccio al molo, starà in porto,
Senza più lotte, né soffrire e senza storia.

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