Er Somaro
Poesia di Eugenio Zoppis
Chi so’ io? Io fui quer somaro,
che portò nostro Signore fra le palme,
senza compenzo de gloria nè danaro,
drentro a le porte de Gerusalemme.
Tra le nerbate che me presi io
nel trasportare quer Santo alla Passione
e li osanna pe’ chi rippresentava Iddio,
li grazzie li pijò solo er mi’ padrone.
Poi se sa, che Gesù Cristo risorto salì ar Celo,
e inzino er ladro in croce se sarvò quann’era l’ora.
In quanto a me, che er basto ha consumato er pelo,
nun toccò gnente: nun va mai in paradiso chi lavora!
Leggi le più belle Poesie di Eugenio Zoppis
Riferimenti: I discepoli … condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. Vangelo secondo Matteo, 21.6-9 (ed. CEI).
