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Acquasola
Poesia di Eugenio Montale

Realismo non magico

Che cos'è la realtà
il grattacielo o il formichiere
il Logo o lo sbadiglio
l'influenza febbrile
o la fabbrile o quella
del psicagogo
Che cosa resta incrostato
nel cavo della memoria
la cresima, la bocciatura,
il primo figlio (non ne ho),
le prime botte prese
o date,
il primo giorno (quale?),
le nozze, i funerali,
la prima multa, la prima
grossa impostura,
la sveglia da cinque lire
a suoneria
o l'altra col ghirigoro dell'usignolo,

la banda all' Acquasola,
la Pira (La) non accesa ma a bagnomaria
tra le dolci sorelle
dell'Istituto di Radiologia,
le visite e la morte della zia
di Pietrasanta
e tanta
e tanta e troppa roba, non so quale
Che cosa di noi resta
agli altri
(nulla di nulla all'Altro)
quando avremo dimesso
noi stessi
. .. e non penseremo ai pensieri
che abbiamo avuto perché
non lo permetterà
Chi potrà o non potrà,
questo non posso dirlo.

Ed è l'impaccio,
la sola obiezione che si fa
a chi vorrebbe abbattere il feticcio
dell'Inutilità.

Satura II

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