Login

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

lettera
Poesia di Eugenio Montale 

Lettera

Il vecchio colonnello di cavalleria
ti offriva negroni bacardi e roederer brut
con l'etichetta rossa. Disse il suo nome ma,
aggiunse, era superfluo ricordarlo.
Non si curò del tuo: del mio meno che meno.
Gli habitués dell' albergo erano tutti amici
anche senza conoscersi: ma soltanto agli sgoccioli
di settembre. Qualcuno ci abbracciava
scambiandoci per altri senza neppure scusarsi,
anzi congratulandosi per il felice errore.
Spuntavano dall'oscuro i grandi, i dimenticati,
la vedova di Respighi, le eredi di Toscanini
un necroforo della Tetrazzini, un omonimo
di Malpighi, Ramerrez-Martinelli,
nube d'argento, e Tullio Carminati,
una gloria per qualche superstite iniziato.
(Su tutti il Potestà delle Chiavi, un illustre, persuaso
che noi fossimo i veri e i degni avant le déluge
che poi non venne o fu
poco più di un surplus dell'Acqua Alta).
Il vecchio cavaliere ripeteva da sempre
tra un bourbon e un martini che mai steeplechase
lo vide tra i battuti. E concludeva
sui reumatismi che gli stroncarono le ali.
Si viveva tra eguali, troppo diversi
per detestarsi, ma fin troppo simili
nell'arte del galleggio. L'invitto radoteur
è morto da qualche anno, forse prima di te.
Con lui s'è spento l'ultimo tuo corteggiatore.
Ora all' albergo giungono solo le carovane.
Non più il maestro della liquirizia
al meconio. Più nulla in quello spurgo
di canale. E neppure l'orchestrina
che al mio ingresso dal ponte
mi regalava il pot-pourri dell'ospite
nascosto dietro il paravento: il conte
di Lussemburgo.

Venezia 19...

Leggi le  Poesie di Eugenio Montale

Commenti

Potrebbero interessarti