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La Danzatrice stanca Eugenio Montale
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La danzatrice stanca
di Eugenio Montale

Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…
dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
E quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
è questo il solo fiore che rimane
con qualche metro d’un tuo dulcamara.
a te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

La danzatrice stanca fu scritta da Eugenio Montale quando era critico musicale per il Corriere della Sera e frequentava la Scala di Milano per recensire opere e balletti. Eugenio Montale provava grande ammirazione, per la grande ballerina Carla Fracci.
La Danzatrice Stanca, scritta nel 1969, quando Carla Fracci era incinta e lontana dalle scene per  maternità, fu poi inserita nella raccolta "Diario del 71 e del 72".

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