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Poesia di Eugenio Montale
Felicità raggiunta
 

Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiarì, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase
.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

 La felicità è una armonica condizione dello spirito umano. In essa noi identifichiamo la gioia per il raggiungimento di un nostro ideale, la soddisfazione per la concretizzazione di speranze o aspirazioni, l'incanto dell'amare e dell'essere amati.
Ma il poeta vuole avvertirci che la felicità, come ogni altra gioia umana, è un bene fragile e passeggero: una volta raggiunta, non bisogna cadere nell'errore di crederla definitivamente in nostro possesso. Per essa invece occorre riprendere a lottare giorno dopo giorno e in condizioni di affanno, perché aspirare alla felicità è per gli uomini più facile che mantenerla. 
Diversamente la perderemo e per sempre, come un pallone che sfugge dalle mani di un bambino. E, dopo, non ci sarà nulla che possa compensarci del pianto di averla perduta.

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