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Poesia di Erri De Luca
Passaggio


La corrente del Nilo fu piena di annegati,
bambini maschi di una stirpe schiava, soffocati nel fiume
da Faraone, maestro di numeri, affannato dal conto
delle ondate di piena del fiume e delle donne ebree,
brulicanti di figli e gravidanze. Troppe fecondità:
una soffochi l’altra.
E il Nilo ne salvò uno solo, maschio in una cesta incatramata,
uno solo, riassunto d’ira e amore
di una generazione di annegati.
Crebbe, uccise, fuggì, governò greggi, ritornò in Egitto
a batterlo con il bastone delle piaghe.
Ricordò il Nilo degli annegamenti
e lo colpì sul labbro di una riva
e dal fiume affiorò il sangue dei neonati
en rosso cupo, avvelenato, da soffocare i pesci.
Staccò seicentomila schiavi in una volta, li condusse
verso il delta, in faccia al mar dei Giunchi.
Un vento di sud-est irrigidì le acque, ci fu varco
e i figli di quel popolo scesero con i sandali sul fondo.
poi si richiuse a serratura il mare sui passi calpestati,
nessuno li ricalchi, non due volte si esce illesi e asciutti
dagli strapiombi d’acque. Ascolta la barriera
di polvere e di vento che diene a separare le onde di quel mare,
le incide alla radice, ne divarica i lembi,
come ferita d’arma bianca, e nel fondo del taglio
apre una traccia per una folla incolonnata
dentro la processione della libertà.
Le acque sono mandrie
guidate dal fischio di un guardiano del vento.
passi a calcagno calmo di prigionieri senza inseguitori,
sopra il palmo incallito del deserto,
una nuvola stesa, stretta, lunga, guida il verso del viaggio
e stende sulle spalle il riparo di un’ombra
dell’affanno del sole. Di notte una colonna ardente
placa il freddo, custodisce il sonno e l’orizzonte.

Opera sull’acqua e altre poesie (Einaudi). di Erri De Luca

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