Poesia di Ernesto Celestini Mi chiedo e non rispondo
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Mi chiedo e non rispondo 

Mi chiedo e non rispondo 

se è fortuna o se è peccato,

se è virtù, se è colpa o fato,

che decide dove e quando.

 

Chi decide a questo mondo,

dove sarà la terra del pianto

o chi vivrà gretto o santo?

Mi chiedo e non comprendo.

 

Sarà giusta questa triste terra,

serva delle leggi e della guerra,

che porta il peso e paga il fio

 

di una miseria troppo grande?

Certe volte cerco un Dio

Ma se chiamo, non risponde.

 

Forse invecchiando sto cominciando a credere alla fortuna, o forse mi rendo conto che non c'è nessun merito a vivere una vita qualsiasi, con i suoi alti e i bassi, pur se con tanti momenti di sconforto e poche soddisfazioni.  Forse incomincio a dare il giusto valore alla vita. Una vita normale, insomma, come quella a cui tutti dovrebbero poter aspirare - quella che sembra essere diventata, improvisamente, ormai un premio prezioso, che si può perdere appena voltati gli occhi da un'altra parte.
A volte provo quasi un senso di colpa, perché io mi trovo - non certo per scelta o per meriti - da questa parte del muro, dalla parte fortunata. Mentre ci sono tanti "loro" che sono nati o sono capitati per caso dall'altra parte, in mezzo all'inferno dove ormai niente è più normale, dove la fortuna di vivere ancora, sembra già un privilegio.
Come se il diritto alla vita sia una "fortuna che può capitare" solo a chi nasce dalla parte "giusta" del mondo, mentre dall'altra parte  - in un momento qualsiasi - può succedere di tutto. Impunemente e impunitamente solo per pochi  e, comunque, sempre nel nome della giustizia o in nome di Dio. A volte solo per un evento disgraziato o perché la natura sussulta, senza accorgersi dell'esistenza di quell'uomo che credeva di averla domata.

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 Mi chiedo e non rispondo    tratto dal Blog "Parole dolci e Amare"

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