Poesia di Ernesto Celestini - Er passo der Caprone

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Er passo der Caprone 

Me piacerebbe tanto

Stamme zitto e fa eco ar canto

Metteme ‘n fila e, come atto de fede,

Nun pensa’, sta zitto e crede.

 

Sarebbe un gran vantaggio

Sentisse dentro tutt’er coraggio

De chi c’ha dietr ’alle spalle

N’esercito de capre e pecorelle

 

Tutte appresso ar caprone

che prima de segna’ er passo

guarda si abbaja er cane

 

e appena che c’ha er permesso,

gonfia er petto, arza le corna e parte.

Bello er caprone quando bela forte!

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Il grande gregge del genere umano ha sempre e dovunque necessariamente bisogno di capi, guide e consiglieri, nelle figure e secondo le occasioni più varie: tali sono i giudici, i governanti, i condottieri, i funzionari, i preti, i medici, i dotti, i filosofi, e così via, che hanno tutti insieme il compito di condurre, attraverso il labirinto della vita, questo genere umano, per la maggior parte estremamente incapace e stolto. Un grande spirito deve pur riconoscere gradualmente la sua missione e la sua posizione di fronte all'umanità, e giungere di conseguenza alla coscienza di non appartenere al gregge, bensì ai pastori, intendo dire agli educatori della stirpe umana.

Cit. da  "Parerga  e paralipomena" - Arthur Schopenhauer

                                                                  https://occhifarlocchi.wordpress.com/2019/05/05/er-passo-der-caprone/

 

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