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Poesia di Erasmo Sebastiano
Figlio anch'io!

Uno sguardo in basso,
dall'alto della croce.

Tante persone ostili: i soldati, il centurione,
la folla con gli scribi, i farisei,
i membri del pretorio…

E poche persone amiche:
Giuda l’aveva tradito,
Pietro l’aveva rinnegato tre volte,
gli altri apostoli erano scappati via impauriti…

Solo un gruppo di donne e un discepolo,
facendosi largo tra la folla,
arrivano fin sotto la croce di Gesù.

I soldati non si preoccupano di loro,
hanno altro da fare: dividersi il bottino.

Quale consolazione per Gesù:
avere di nuovo vicino le persone a lui più care.

E a loro rivolge
le sue ultime parole
con le quali ci lascia la sua eredità.

“Donna ecco tuo figlio”:
Tu che sei stata mia madre,
ora sarai madre di tutti coloro
che crederanno in me.
Sarai Madre della Chiesa,
nella quale nascono i nuovi cristiani per mezzo del Battesimo.
Sarai madre della Vita,
perché come hai fatto nascere Gesù,
così fai nascere tutti noi a vita nuova, per la vita eterna.

“Ecco tua madre”.
E tu, mio discepolo caro,
sii mio fratello, figlio adottivo di Dio per mezzo mio:
accogli mia madre come tua madre.
Prenditi cura di lei, e Lei si prenderà cura di te:
ti educherà, ti proteggerà,
ti starà vicino come ha fatto con me,
fino al momento della morte.
Non ti abbandonerà mai:
come ha fatto con me, così farà con te.

Se vuoi, quel discepolo sei tu.
Grazie a Gesù e a Maria
anche tu potrai essere figlio di Dio.

Napoli 1/03/2012