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prato verde
Poesia di Emira Provenzano

La corsa

Giuseppe, in ospedale cosa fai?
i medici li hai visti tutti ormai,
ritorna alla tua casa, alle tue vie
nella riviera delle praterie.
Te ne stai sempre dentro questo letto
ed hai dimenticato ogni diletto,
forse non ti ricordi neanche più,
chi fosti prima, che facevi tu.

Eri forse ubriaco, ma di che?
di sonno, di stanchezza, o di caffé?
di vino no, perché non ti piaceva,
o era forse quel sole che splendeva
nel cielo azzurro, limpido e gentile,
quel lunedi' del ventisette aprile,
quando, finite le ore di lavoro
tornavi a casa per cercar ristoro?

Ma l'autobus tarda...non verrà,
poco importa, qualcuno passerà.
L'amico passa ed a montar l'invita,
Giuseppe monta...inizia la partita!
Quella grigia vettura ha tanta fretta?
O non sarà il Destino che li aspetta?
Ché Carlo corre, corre, ma non sa
dove la corsa sua lo porterà.

Ora non corre più, tutto é finito,
uno non parla, l'altro é seppellito!

Ventinove anni fa in questo giorno, mio figlio Giuseppe, tornando dal lavoro, entrò di mala voglia nella vettura di un amico. Era quasi giunto a casa, quando la mustang sbandò per andare ad infrangersi contro un muro. Il risultato é questo qui.