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Cetrisano Cortile Palazzo Sersale
Poesia di Emira Provenzano 

Qui dov'é sempre sera

Cerisano
sei il mio paese ma io poco t'amo,
eppur, non so perché,
so che ti portero' sempre con me.

Questo ti dissi cinquant'anni fa, 
parole amare, ch'io cercai di addolcire
ed ho promesso, ma sapevo già 
che una volta partita,
la mia nuova vita non mi avrebbe concesso
neppure di pensarti.
Qnanto poi a portarti dentro di me, si', ci provai,
ma credimi, che giorni duri quelli che trovai!

E il freddo fece il resto,
gelando la mia mente e il mio pensiero,
quando la sera, stanca,
tornavo a casa ch'era buio pesto
e intorno a me vedevo tutto nero.

Or, nella notte bianca,
per mancato riposo o per la neve,
il mio pensiero, lieve,
ritorna a te, o Cerisano,
alle sere d'inverno, quando bastava
qualche tizzone in più e si scaldava.
quella casa, quel tetto e questo cuore.

Cosi' le ore, passano lente ed io mi chiedo se é vero,
che ti lasciai già cinquant'anni fa.
Si', ti lasciai, con la tua gente semplice e sincera,
per venirmene qui,
in un paese dov'é sempre sera!

Cerisano é un paesino della Calabria, nella provincia di Cosenza. Io sono nata li" il 31 maggio 1935 e li' ho vissuto fino al 31 luglio del 1961.Il giorno dopo, primo agosto, partii come emigrante, alla volta del Canada. Il 3,dal porto di Napoli, salpai a bordo della motonave Vulcania, che guarda caso, compiva il suo ultimo viaggio attraverso l'Atlantico, infatti al ritorno da quella traversata sarebbe stata messa a riposo.. Forse quella nave aveva aspettato la sottoscritta,prima di decidersi ad andare in pensione, Il 12 (agosto "61) io e i miei compagni di viaggio giungemmo al porto di Halyfax, li' ci salutammo promettendoci di continuare quell'amicizia che era nata sulle onde dell'oceano e su quelle onde destinata a finire, poiché la vita da emigrante si sarebbe incaricata di far sparire dai ricordi di ciascuno di noi ,quei volti e quegli occhi che ci avevano confortato nelle nottti di tempesta. Alla stazione Windsor di Montreal, dove giunsi il tredici (agosto '61) dopo circa ventiquattro ore di treno (e non era prima classe! ) trovai ad attendermi i miei due fratelli e una sorella, emigrati prima di me, i quali mi accolsero nelle loro case, il che mi faceva sentire meno distaccata dalla casa e dalla famiglia che avevo appena lasciato.
Da quel giorno ho sempre vissuto in Montreal, salvo qualche breve vacanza poco lontano e le poche volte che sono ritornata al mio paese. Mi piace la mia citta" e mi piace il Canada, pero" qualche volta, specialmente nelle lunghe sere d"nverno, non posso impedirmi di tornare col pernsiero al mio villaggio natale, alle sue vie strette,alle sue fontane rurali, alle sue montagne dai nomi fantasiosi, Insomma mi lascio prendere dalla nostalgia. E meno male che c" e" la poesia , che riesce qa tenermi compagnia!

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