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Poesia di Emilio Praga 

Il professore di greco

Il lungo e magro professor di greco,
che quasi odiar mi fece il divo Omero,
fu stamane a vedermi al mio studietto.
La tavolozza mia si tinse a nero,
e io lasciando i pennelli con dispetto
il guatai torvo e bieco.

Ché all’entrar suo mi rientrò nel core
tutta la noia dei passati inciampi,
quando fanciullo pallido e sparuto
alle dolci anelavo aure dei campi,
e avrei pei gioghi del Sempion venduto
e Troia e il suo cantore.

Ma poi ch’io vidi l’uom, già in uggia tanto,
incanutito e sofferente e stanco,
l’antica bile mi fuggì dal petto,
e fissai mestamente il suo crin bianco;
egli abbracciommi coll’usato affetto
e mi sedette accanto.

Poi mi narrò de’ suoi lunghi malanni
e delle pene della famigliuola;
sentirsi affranto e avvelenato ormai
dall’afa sempre uguale della scuola,
che fin gli toglie il ricrearsi ai rai
del sole agli ultimi anni.

Indi guardando con occhio d’amore
la stanza piena di festa e di luce,
e le sparse mie tele e gli abbozzetti,
da cui la lieta fantasia traluce,
parea, che desto ai primi ardenti affetti,
chiusi non morti in core,

volesse dirmi: - Oh quanti nuovi lidi,
quanta stesa di cieli e di marine,
tu vedesti, e pur giovane sei tanto!
Ed io?… dei grami dì già presso al fine
che mai conosco di sì vago incanto?
Nulla, mai nulla io vidi!

Talor fra l’aure aperte e la verzura
la mia stanca vecchiezza si riposa,
quand’esco coi figliuoli alla campagna;
ma quell’ora di pace, ahi come vola!
Qual tristezza maggior non m’accompagna
poi fra le chiuse mura! -

Povero vecchio ! - ed io fui crudo tanto
da attristargli la già misera vita?…
Su, versi miei, seguitelo per via,
ditegli voi, che col greco è svanita
ogni rancura, e che quand’egli uscia
dalla mia stanza - ho pianto!

Alla poesia realistico .. borghese del Betteloni, al suo tono « parlato familiare», si possono avvicinare anche alcune liriche del milanese Emilio Praga (I839 - I875), poeta, in parte, di fini sentimenti, nostalgico amante della vita familiare, della campagna, della natura e pittore non disprezzabile, Le migliori sue poesie sono raccolte nel canzoniere intitolato Tavolozza. 
Egli ha odiato tanto il proprio professore di greco. Ora lo rivede dopo tanti anni e si commuove di fronte alla triste vita del vecchio
insegnante.

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