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Poesia di Edgar Lee Masters
Johnnie Sayre

Babbo, non potrai mai sapere
quanta angoscia mi strinse il cuore,
per la mia  disubbidienza, quando sentii
 la ruota spIetata della locomotiva
mordermi nella carne  viva della gamba.
Mentre mi  portavano dalla vedova Morris
vidi ancora nella valle la scuola
che marinavo  per salire di nascosto sui treni.
Pregai di vivere finché potessi chiederti perdono
e poi le tue lacrime, le tue rotte parole  di conforto!
Dal sollievo di quell'ora mi venne felicità infinita
Tu fosti saggio a far scolpire per me:
"Strappato al male a venire".

Questa lirica è tratta dall' Antologia di Spoon River. L'autore immagina che i morti sepolti nel cimitero sulla collina recitino il proprio epitaffio, nel quale viene generalmente ricordato un episodio saliente della loro vita. È una poesia nuova nell'impostazione e nel linguaggio; ma il concetto del dolore provocato dalla morte è comune alla poesia di ogni tempo. Qui un bambino racconta l'incidente che provocò la sua morte. Marinava spesso la scuola, attratto irresistibilmente dai treni sui quali saliva di nascosto: un giorno una locomotiva lo ferì gravemente.
Avrebbe voluto vivere per chiedere perdono al padre, che in quell'ora che precedette la morte aveva pianto e confortato il figlio con parole rotte dai singhiozzi.
Il padre fece scolpire sulla sua tomba: «Strappato al male a venire». Il bambino infatti non aveva ancora sofferto per le menomazioni subite nell'incidente: dell'ultima
ora della sua breve ma spensierata vita ricorda soprattutto la felicità infinita.

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