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Poesia di Domenico Marras

Venti  di guerra

‘Novecentocinquantatré.

Trieste correva pericolo!

Da Genova partimmo in fretta

Verso il confine italo-slavo

Per difendere il patrio suolo.

Durante il periodo di crisi,

Il mio corpo d’appartenenza,

“Centocinquantasettesimo

Reggimento Fanteria della

Divisione Liguria” si era

Accampato vicinissimo

Alla bella città di Udine;

Mentre io, con tutto il personale

Addetto ai mezzi meccanici,

Dei quali avevo la custodia

E il controllo della prescritta

Manutenzione giornaliera,

Stavo nella periferia

Di Basaldella del Cormoro.

Il morale, ricordo, era alto;

Anche se tutti auspicavamo

Che la battaglia non ci fosse,

Come, per miracolo, è stato.

E per quanto mi riguardava,

Sapevo bene d’esser figlio

Di mio padre,Raffaele Marras,

Eroe della guerra mondiale,

E che a tutti i costi dovevo

Onorarne nome, memoria,

E spirito d’indipendenza.