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Poesia di Domenico Marras
Un ragazzo obbediente

In So Bavarighinoso

Ero seduto per terra,

Alle spalle avevo

Le pecore e l'ovile,

Davanti Su Labiolu.

Dalla frontale vigna

Di proprietà di zio

Antonio Raimondo,

Mi separava soltanto

Un angusto sentiero,

Nel quale un asino

Col basto, senza soma,

Vi passava malamente:

Spesso, urtava i muri.

Era metà settembre

Ragion per cui i frutti

Erano ovunque maturi.

Mentre ciò pensavo

Ho sentito provenire

Dal centro della vigna

Una voce che diceva:

Dai! vieni, salta dentro,

Zio Antonio Raimondo,

Tanto, per un grappolo,

Non ti dice nulla.

Ed io, per la verità,

Non mi son fatto pregare:

Ho obbedito subito.