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Poesia di Domenico Marras
Mia Bella Sedutrice

Quando esalerai l’ultimo respiro

E l’anima all’Inferno sarà andata,

Presa per il collo e trascinata

Da un pecioso infernal vampiro,

Ove adesso io nuda ti ammiro,

Fredda farai l’ultima parata.

E non sarà certo gente innamorata

Quella che, ansante, avrai in giro

A questo letto caldo e profumato,

Testimone di ardenti desideri

E teatro di vissuti piaceri,

Ma le prefiche del tuo vicinato

Che, nelle pause del pianto simulato,

Mentendo, diranno che virtuosa eri.

Ci saranno anche quattro ceri

Disposti da sembrar due per lato.

Le loro pallide e tremule fiammelle

Renderanno più macabra la scena:

Del tuo viso, consunto da far pena,

Ancor più morta faran sembrar la pelle,

E, mentre l’animaccia tua ribelle

Nell’Alta ripa ancora si dimena,

Un funebre carro al cimiter ti mena

Senza figli né fratelli né sorelle.

Ma, quel giorno, forse, la Pietà

Rintoccare farà una campana

Ed attraverso qualche via arcana

Un tintintò a trovarmi manderà.

Il mio pensiero allora volerà

Verso una città molto lontana

Da dove, la fu bellissima Rossana,

Andando se ne sta all’Aldilà.

E almeno lui l’accompagnerà in cimitero,

Pregando e piangendo: pianto vero!