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Poesia di Domenico Marras
Madre e figlio


Madre, madre natura,
Perché la vita dura
E gravida di perigli
Rendi ad alcuni figli?
Per i tuoi gravi errori
Incorrono nei rigori
Della morale legge
Che quasi tutto regge
Il vivere sociale.
In materia sessuale
Devi essere precisa:
Non devi con Luigi e Luisa
Fare omogeneo miscuglio
O, ancor peggio, amaro intruglio.
Una sì composta creatura,
Quando tu, madre natura,
L’inietti l’amorosa smania,
Avendo lei, con Pausania,
D’Aristofane un mito udito,
Credendo storia tale mito,
Senza remore si accoppia
Con con chi con lei faceva coppia,
Provocando, con l’atto impuro,
Di noi giusti, giudizio duro.
Figlio, figlio mio diletto,
Perché mi squarci il petto
E riversi altro dolore
Sul mio straziato cuore?
Già i tanti tuoi fratelli
Alle mie regole ribelli,
Sono un continuo tormento:
Neanche per un momento
Mi fanno star serena:
Mi rinnovano la pena
Ad ogni atto d’amore.
Figlio, almeno tu... Per favore!