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Poesia di Domenico Marras - Da militare
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Poesia di Domenico Marras
Da militare

Sono stato a Napoli, Roma,
Torino, Vercelli e Genova,
e ho passeggiato nelle loro
più belle vie e più belle piazze,
spesso in compagnia femminile
e talvolta con dei colleghi.
Però, sarà campanilismo,
chiamatelo come volete,
ma io, per nessuna di loro,
sono disposto a barattare
un metro di Piazza Molinu
o di Piazza Funtana; e neanche
di Via Giuseppe Mannu, dove
sono nato, e neanche di Via Diaz,
nella quale sono cresciuto.
E non baratto neanche mezza
rampa dell'urese Scalitta
con la bella e famosissima
scala di Trinità dei Monti.
Per non dire dei cimiteri!
Non cederei la più piccola
tomba del nostro Matteu Satta,
zeppo di parenti, di amici
e di semplici compaesani
che, in santa pace, si stanno
godendo l'eterno riposo,
dove, alla fine dei miei giorni
(fato permettendo, ovviamente),
eleggerò il mio domicilio,
né per il famoso Verano,
né per il famoso Staglieno,
nei quali i turisti mortuari,
anzi la tomba monumento,
anziché dire una preghiera
a suffragio di chi vi giace,
come nel nostro camposanto,
irrispettosi, schiamazzano
anche, fanno fotto ricordo
e vanno via senza pregare.

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