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gallo
Poesia di Domenico Marras
Cosi' era povero me

Ancor prima che arrivasse l'aurora,
Galli, uno più assatanato dell'altro,
Che cantavano come forsennati;
Campane che scuotevano non solo
Fedeli e contadini, ma finanche
I morti del vicino cimitero.
E come se loro non bastassero
A turbare il riposo di un ragazzo,
A svegliarlo in così cattivo modo,
Tutti i santissimi giorni feriali
Davano manforte anche gli artigiani:
I maestri Molianu, Leonardo Pinna
E Pietro Deriu. Tutti mattinieri
Come e più degli assatanati galli.
Tre fabbri che battevano il martello
Con così tanta inusitata forza
Che il vivo tintinnio delle incudini
Scuotevano persino le persone
Dormienti a chilometri di distanza.
Non parliamo poi dei forti rumori
Della pialla e della sega del bravo
Falegname Antonio Michele Fiori,
Con bottega al centro dell'abitato,
Pure lui mattiniero come i fabbri.
Ed anche mio padre era mattiniero,
Perché ancor prima che sorgesse il sole
Voleva esser sul posto di lavoro,
Sul suo lotto di terra da zappare;
Ed io, morto di sonno, lo seguivo.

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