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Poesia di Domenico Marras 
Com'è strana la vita

Amici, salute e vita lunga a tutti
Come è strana la vita
Sono nato povero come un frate,
ma non come un frate che dice messa
e se ne sta tutto il giorno in convento,
a confessare e recitar Rosari.
No, come un frate che col saio liso
e i sandali malandati, va in giro
per tutta la diocesi, ed anche fuori,
a far questua, a chieder l'elemosina
per la sussistenza del monastero.
Anzi, molto più povero di un frate,
perché non avevo addosso neppure
il ruvido saio e neanche i ruvidi
sandali che pure i frati questuanti
hanno, pertanto tutti mi davano
destinato a una vita breve e grama;
invece sono sopravvissuto, e, anno
dopo anno, piolo dopo piolo, sono
salito su, fino agli ultimi della
scala dell'età, tanto che avant'ieri,
primo gennaio duemilaventuno,
ho compiuto belli novantadue anni.
E molti ragazzi, meravigliati
che sia ancora vivo, vedendo tanti
giovani morire, dicono al padre:
Ba', tiu Dominigu è malu a morrere:
si no lu frigada covid deghennoe,
este omine chi toccada sos chentu.

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