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Poesia di Dino Campana - Giardino autunnale
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Poesia di Dino Campana
Giardino autunnale
(Firenze)
Al giardino spettrale al lauro muto

De le verdi ghirlande
A la terra autunnale
Un ultimo saluto!
A l’aride pendici
Aspre arrossate nell’estremo sole
Confusa di rumori
Rauchi grida la lontana vita:
Grida al morente sole
Che insanguina le aiole.
S’intende una fanfara
Che straziante sale: il fiume spare
Ne le arene dorate: nel silenzio
Stanno le bianche statue a capo i ponti
Volte: e le cose già non sono più.
E dal fondo silenzio come un coro
Tenero e grandioso
Sorge ed anela in alto al mio balcone:
E in aroma d’alloro,
In aroma d’alloro acre languente,
Tra le statue immortali nel tramonto
Ella m’appar, presente.
Una prima redazione, col titolo Boboli, compare già in un quaderno giovanile, ed anzi l'unico componimento del manoscritto a sopravvivere nei Canti Orfici.
Il giardino è dunque Boboli e il fiume è l'Arno. La figura femminile dell'ultimo verso rinvia all'immagine mitica della Chimera.
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