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porto di Genova
Poesia di Dino Campana 

Nel porto di Genova 

 

Al porto il battello si posa
nel crepuscolo che brilla
negli alberi quieti di frutti di luce,
nel paesaggio mitico
di navi nel seno dell’infinito
ne la sera
calida di felicità, lucente
in un grande in un grande velario
di diamanti disteso sul crepuscolo,
in mille e mille diamanti in un grande velario vivente
il battello si scarica
ininterrottamente cigolante,
instancabilmente introna
e la bandiera è calata e il mare e il cielo è d’oro
e sul molo
corrono i fanciulli e gridano
con gridi di felicità.
Già a frotte s’avventurano
i viaggiatori alla città tonante
che stende le sue piazze e le sue vie:
la grande luce mediterranea
s’è fusa in pietra di cenere:
pei vichi antichi e profondi
fragore di vita, gioia intensa e fugace:
velario d’oro di felicità
è il cielo ove il sole ricchissimo
lasciò le sue spoglie preziose
E la Città comprende
e s’accende
e la fiamma titilla ed assorbe
i resti magnificenti del sole,
e intesse un sudario d’oblio
iivino per gli uomini stanchi.
Perdute nel crepuscolo tonante
ombre di viaggiatori
vanno per la Superba
terribili e grotteschi come i ciechi.
Vasto, dentro un odor tenue vanito
di catrame, vegliato da le lune
elettriche, sul mare appena vivo
il vasto porto si addorme.

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