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Poesie di David Gascoyne - ponte di londra
Poesia di David Gascoyne
Primavera 1940

Il ponte di Londra, cade, Roma fu arsa e Babilonia
la Grande non è che polvere; pure, la Primavera
ritorna nel perenne arco del tempo alla terra.
Sebbene ogni paese sia un nero campo, concimato
di morti ed irrigato dal sangue dei morenti,
una dea puntuale ancora si sveglia ed ascende
per le scale di roccia nell'aria fredda del mondo,
e compie il suo cammino fra queste file di carogne,
un varco aprendosi nel labirinto di macerie
perché vi nasca al suo passo la corta erba fuligginosa;
mentre di nuovo. si accendono e divampano
vani come trucioli gli imperi degli uomini,
che nel fumo fissano con occhi iniettati di sangue
la visione traslucida avvolta d'un tremulo nascente verde
che ancora riconoscono, ma stentano a comprendere.

da Poesia europea del 900

Nonostante la furia cieca dei cultori della guerra, dai remoti tempi degli Assiri a quelli recentissimi dei nazisti o a quelli della "pax romana", e nonostante le rovine, le distruzioni, le morti i cumuli di macerie delle sanguinose battaglie combattute in ogni parte del mondo, la benefica dea della vita torna fedele e puntuale ogni anno a far spuntare erbe e fiori anche sotto i piedi dei morti e dei loro assassini. I sopravvissuti guardano la «visione traslucida}} della vita che risorge, riconoscono il « tremulo nascente verde, ma stentano a ricordare e a comprendere.
La bellezza della poesia è tutta affidata al contrasto fra due opposte immagini: quella della vita, rappresentata dall'umile erba che spunta fra le macerie, e quella dell'uomo della guerra che, con gli occhi iniettati di sangue e offuscati dalla fumea degli incendi, dei crolli e dei bombardamenti, - guarda il tenero verde appena nato, cerca di ricordare qualcosa e
non capisce.

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