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Poesie di Costantino Nigra

Poesia di Costantino Nigra - La casa di Nazaret


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angelo gabriele
Poesia di Costantino Nigra

La casa di Nazaret

Presso la cuna del figliuol divino
sta filando la Vergin benedetta,
e San Giuseppe, con in man l'accetta,
acconcia il tronco d'un reciso pino.

Ma nel tepor primaverile è sceso
leggiero il sonno sulla casa pia;
caduto è il fuso ai piedi di Maria,
dorme Giuseppe sulla panca steso.

E il piccolo Gesù si leva, e il fuso
raccoglie e fila. Ma com'ei lo tocca,
in fino argento cambia si la rocca,
l'arida lana in fila d'oro fuso.

Poi con la pialla il duro albero monda;
come virginei ricci in torti giri,
o nastri pinti nei colar dell'Iri,
la ghirlanda dei trucioli il circonda.

Gli arcangeli in immensa teoria
e i fiammeggianti cherubini in coro,
miran cantando l'umile lavoro
delle mani del figlio di Maria.

Ma dei celesti messi, ecco, la voce
si muta in pianto, e si racchiudon l'ale,
poiché in man dell'artefice immortale
l'albero a un tratto s'è foggiato in croce.

Hai qui l'eco di una leggenda popolare. Una sera, in cui la Vergine e San Giuseppe dopo un giorno di lavoro hanno ceduto al sonno, Gesù si vuole sostituire ad essi: prende in mano il fuso ed ecco la rocca di canna si fa d'argento e la lana si allunga
in sottilissimi fili d'oro; comincia a lisciare con la pialla un tronco di pino ed ecco. i trucioli si tramutano in nastri dai colori più splendidi. Gli angeli, attoniti, stanno a guardare cantando. Ma a un tratto il loro canto si converte in pianto: sotto la mano dell'artefice divino il legno d'improvviso s'è foggiato in croce.

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