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Poesia di Ciro di Pers
Non men l'ama, ancor che men bella 

Languidi raggi e scoloriti fiori
entro il bel volto tuo scorgo, Nicea;
e pur quivi il mio sen, come sole a,
s'arricchisce di gioie e di dolori.

Sfavilla ancor per entro a' tuoi pallori
quel non so che, quel che mi strugge e bea;
più vago un tempo il tuo bel ciglio ardea,
ma non vibrava già più gravi ardori.

Sempre per me tu sarai bella, ed 'io
sempre amante per te: non è mortale,
non ha mortale oggetto il mio desio.

Indarno il tempo s'arma, indarno assale
la tua beltà con gli anni e 'l foco mio;
ché non soggiace a lui cosa immortale.