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Poesia di Carlo Michelstaedter
Cade la pioggia triste e senza posa

Cade la pioggia triste e senza posa
a stilla a stilla e si dissolve.
Trema la luce d'ogni cosa.
Ed ogni cosa sembra che debba
nell'ombra densa dileguare e quasi
nebbia bianchiccia perdersi e morire
mentre fi ltri voluffiiosamente
oltre i diafani fili di pioggia
come lame d'acciaio vibranti.
Così l'anima mia si discolora
e si dissolve indefinitamente
che fra le tenui spire I'universo
volle abbracciare.
Ahi! che svanita come nebbia bianca
nell'ombra folta della notte etema
è la natura e I'anima smarrita
palpita e soffre orribilmente sola
sola e cerca l'oblio.
Guardi dove cammina! o 'che 'gli è cieco?
M'erutta in faccia con fetor di vino
un popolano dondolando l'anca.
In vasta curva costeggiando il fiume
tremola ancor la luce dei fanali
e l'Arno scorre sonnacchioso e grigio,
l'acque melmose.
Spicca dei colli ancor la massa oscura
e San Miniato avvolto nella nebbia
ombra nell'ombra,
fiaccola rossa dai camini neri
batte nell'aria, e l'alito affannoso
ferve di vita.
E risponde dall'anima mia triste
un'ansïosa brama di vittoria
ed un bisogno amaro di carezze:
forza incosciente - fiaccola fumosa.

III
O vita, o vita ancor mi tieni, indarno

l'anima si divincola, ed indarno
cerca di penetrar il tuo mistero
cerca abbracciare in un amplesso immenso
ogni tuo aspetto.
Amore e morte, l'universo e 'l nulla
necessità crudele della vita
tu mi rifiuti.

1907

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