Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

uva
Poesia di Biagio Marin

Le ultime ricele

Le ultime ricele
l'hè tolte zo per zuogo
co' 'l ponente za in fogo
e a levante le stele.

Pochi grani dulsìi
da la longa stagion,
savorusi de bon,
d'arumi za sfinìi.

La pergola xe rossa
la e za le fogie cage
dal vento persuase
co' 'na picola scossa.

Un breve componimento poetico che sembra descrivere un piccolo episodio: il poeta dice di aver raccolto alcuni grappoli
d'uva, sfuggiti alla vendemmia, che sono rimasti sulla pianta e vi hanno continuato la loro maturazione fino a diventare 
dolcissimi e assai più saporiti degli altri che sono stati raccolti prima. 
Ma che cosa vuole veramente dire o suggerire con questa immagine? Certamente un paragone con la vita, con la propria 
vita di uomo che ha già raggiunto la maturità, come l'uva al tempo della vendemmia. Per l'uomo che è avanti negli anni
molte cose belle, molte gioie della vita non sono più possibili ma proprio per questo motivo le poche cose belle, le piccole
gioie che la vita può riservargli ancora sembrano più dolci e preziose. Il poeta non lo dice direttamente, ma lo fa capire in
modo molto efficace quando indugia a rappresentare i pochi grani d'uva sfuggi i a a vendemmia tra le foglie rosse che stanno per cadere. 

Gli ultimi grappoli. Gli ultimi grappoli li ho presi giù per gioco, col
ponente già in fuoco e a levante le stelle. Pochi grani addolciti dalla lunga
stagione, che sanno di buono, d'aromi già sfiniti. La pergola è rossa, e
le foglie cadono, persuase dal vento, con una piccola scossa.

Commenti

Potrebbero interessarti