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Poesia di Bertolt Brecht
Il pioppo di Karlsplatz
Un pioppo c'è sulla Karlsplatz,
in mezzo a Berlino, città di rovine
e chi passa per la Karlsplatz
vede quel verde gentile .
Nell'inverno del Quarantasei
gelavano gli uomini, la legna era rara,
e tanti mai alberi caddero
e fu l'ultimo anno per loro.

Ma sempre il pioppo sulla Karlsplatz
quella sua foglia verde ci mostra:
sia grazie a voi, gente della Karlsplatz,
se ancora è nostra.
Non basta accusare i responsabili principali dell'inquinamento: il problema è molto più profondo e generale. 
Di fronte al pericolo nessuno di noi può delegare agli altri la responsabilità di fare qualcosa: ciascuno ha il dovere di vivere nel rispetto della natura e delle leggi che la regolano. Il saccheggio e lo spreco dei beni dell'ambiente in cui viviamo non possono essere giustificati neppure da una grave condizione di bisogno: ogni guasto arrecato alla natura moltiplica i suoi effetti negli anni futuri.
A chiusura di questa unità sui problemi che riguardano i rapporti tra l'uomo e l'ambiente, è utile riflettere su questa breve poesia del poeta tedesco Bertolt Brecht.
L'argomento dei versi può far pensare ad una favola da raccontare con intenti morali ai ragazzi.
È invece un fatto realmente accaduto e per di più in circostanze, come quelle della guerra, in cui tanti sarebbero stati compresi se avessero ceduto al bisogno. 
Nella Karlsplatz, piazza del centro di Berlino, si leva un pioppo, rispettato e amato dagli abitanti della zona come una persona di famiglia, perfino nel freddo inverno del 1946, quando Berlino era ridotta ad un cumulo di macerie. 
La legna per riscaldarsi era rara; ma i berlinesi si recarono altrove a tagliare alberi, nelle foreste. Terminata la guerra, quel pioppo rimase intatto al centro di una piazza circondata da rovine, a testimoniare che anche tra gli orrori della guerra può manifestarsi una civiltà migliore.
Nella drammatica prospettiva di un'umanità avviata all'autodistruzione per i guasti profondi dovuti all'inquinamento, quell'albero può essere il simbolo della natura che ciascuno di noi deve impegnarsi a rispettare e salvare.
Come il poeta, altri potranno domani dirci «grazie a voi, se è ancora nostra».

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