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Poesia di Attilio Bertolucci 
Ricordo di fanciullezza
·

Le gaggie della mia fanciullezza
dalle fresche foglie che suonano in bocca..
Si cammina per il Cinghio asciutto,
qualche ramo più lungo ci accarezza
la faccia fervida, e allora, scostando
il ramo dolce e fastidioso, per inconscia vendetta
si spoglia di una manata di tenere foglie.
Se ne sceglie una, si pone lieve
sulle labbra e si suona camminando,
dimentichi dei compagni.
Passano libellule, s'odono le trebbiatrici lontane,
si vive come in un caldo sogno.
Quando più la cicala non s'ode cantare,
e le prime ombre e il silenzio della sera ci colgono,
quasi all'improvviso, una smania prende le gambe
e si corre sino a perdere fiato,
nella fresca sera, paurosi e felici.

Una giornata di ragazzi liberi e felici nella campagna: questo il 'ricordo di 'fanciullezza'. I ragazzi vagabondano lungo torrenti in secca, tra l'intricata vegetazione. assorti nel gioco delle foglie che 'suonano in bocca' dimenticano ciò
che li circonda e suoni e immagini giungono come in un sogno felice. Poi a sera, l'ombra e il silenzio li spingono a precipitarsi verso casa, l'animo pieno di paura e di gioia. 
Nella poesia i versi sono privi di di unoschema ritmico regolare e di una regolare disposizioni delle rime: sembra che Bertolucci presti scarsa attenzione alla 'sonorità' delle parole e dei versi. Un'osservazione più attenta dimostra però che le cose stanno diversamente.

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