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fine estate
Poesia di Attilio Bertolucci

Fine d'estate 

Come  agosto finisce, la mattina
dopo una notte di pioggia si sente
(il cielo è più profondo ) che l'autunno
sta per venire; ci si guarda intorno
 e non si sa che fare: tutto
è fresco, rinnovato da uno smalto
 malinconico di perplessità!
Allora si gironzola, si sta zitti,
sappiamo che c'è tempo, ma che pure
 l'anno dovrà morire, ed il bel cielo,
il verde verniciato delle piante,
il rosso delle ruote ad asciugare,
l'incudine che suona di lontano,
lento cuore  del giorno, tutto parla
d'una partenza prossima, un addio.
La memoria è una strada che si perde
e si ritrova dopo un'ansia breve,
 tranquilla: già nel sole di settembre
scottante sulla schiena è un'altra estate,
 che le vespe ronzando sulle ceste
dell'uva bianca indorano, e si mischia
al loro volo il rumore nascosto
e perenne del grano che ventila
un vecchio attento e polveroso.

Basta una notte di pioggia verso la fine d'agosto,  per ritrovarci, all'alba, come in un mondo nuovo, diverso, non più nostro: Tutto parla di una partenza prossima, un addio ». Allora ci si guarda intorno, malinconici, perplessi, e non si sa che fare: ancora una volta la morte trionferà sulla bella stagione e sul bel cielo,' ancora una volta tutto finirà. Ma il ricordo del loro fedele tornare e la vista di un vecchietto intento al suo lavoro per un domani rigoglioso, che certo splenderà anche per lui, bastano a riportare la serenità nel cuore di chi lo osserva.
Lo sconforto e la speranza che si alternano col giro delle stagioni sono un argomento non certo nuovo nella storia delle letterature di tutto il mondo, ma nuove e originali sono le immagini e le espressioni che dicono in modo del tutto personale questo antico tormento dell'uomo.




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