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montagne
Poesia di Arturo Graf  
La vetta

A vanti! pochi altri passi
e poi sarem sulla vetta!
avanti pur senza fretta,
per mezzo agli sterpi e ai sassi.

La vetta è là, tutta sgombra,
tutta serena nel sole,
lungi da quanto si duole,
fuor dalle nebbie e dall'ombra.

Anima inquieta e stanca, 
non ti rivolgere indietro: 
in basso il vapore tetro, 
in alto la luce bianca, 

Voi, cui travaglia ed opprime 
un cruccio greve e nascoso, 
ponete mente: riposo 
non è se non sulle cime. 

La poesia contiene un incitamento a salire sempre piu in alto, superando la fatica e vincendo gli ostacoli, pur di raggiungere la vetta, tutta luce e tutta sole. Laggiu, nel fondo della valle c' è nebbia ed ombra, ma in alto c' è luce bianca, che dissolve e consola la tristezza amari dell'anima. L'uomo potrà trovare riposo, dice il poeta, all'inquietudine e alla stanchezza che l'op prime, solo sulle « cime», nella ricerca, cioè di un miglioramento interiore, di una vita spirituale e morale che lo ponga al di sopra delle meschinità e dei crucci, inevitabili, della vita. Per questo bisogna salire, anche se costa sforzo e fatica, per vincere nel bene, che è quanto dire nella luce e nella verità.

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