Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Poesia di Arturo Giovannitti
Sento i passi sopra il mio capo tutta la notte


Da il Camminatore
Sento i passi sopra il mio capo tutta la notte.
Vanno e vengono. Di nuovo essi vanno e vengono tutta la notte.
Vengono un'eternità in quattro passi e se ne vanno, un'eternità
in quattro passi e tra il venire e l'andare vi è il Silenzio e
la Notte e l'Infinito.
Poichè infiniti sono i nove piedi d'una cella di prigione,
e interminabile è la marcia di colui che cammina fra il muro
di mattoni gialli e la porta rossa di ferro, pensando cose che
non possono essere incatenate, e non possono essere rinchiuse
a chiave, ma che errano lontano, lontano nel mondo splendente di sole,
ciascuna in un violento pellegrinaggio in cerca
d'una destinata mèta.
...........
...........
Durante la notte agitata io sento i passi sopra il mio capo.
Chi cammina? Non lo so. E' il fantasma della prigione, il cervello
insonne, un uomo, l'uomo, il Camminatore.
Uno..due-tre..quattro: quattro passi e il muro.
Uno-due-tre..quattro: quattro passi e la porta di ferro.
Egli ha misurato il suo spazio, l'ha misurato accuratamente,
scrupolosamente, minutamente, come il boia misura la corda e
il becchino la bara - tanti piedi, tanti pollici, tante frazioni
di un pollice per ciascuno dei quattro passi.
Uno..due-tre..quattro. Ciascun passo mi risuona nella testa sordo
e pesante, e l'eco di ciascun passo mi risuona cupo nella
testa mentre io li conto ndl'incertezza e nel terrore pensando
che nel camminare infinito possono essere stati cinque
'passi invece che quattro fra il muro dei mattoni gialli e la
porta rossa di ferro.
Ma egli ha misurato lo spazio cosl accuratamente, così
scrupolosamente, cosl minutamente che nulla può spezzare il grave
ritmo della lenta, fantastica marcia.
......
......
Durante la notte egli cammina e pensa.
E' 'più spaventevole perchè egli cammina e i suoi passi risuonano
sordi sopra il mio capo, o perchè egli pensa e non parla i
suoi pensieri?
Ma pensa egli? Perchè dovrebbe pensare? Penso io? lo odo
soltanto i suoi passi e li conto. Quattro passi e il muro.
Quattro passi e la porta. Ma più in là? Più in là? Dove va
egli oltre la porta e il muro?
Non va oltre. Il suo pensiero si spezza là sulla porta di ferro.
Forse si spezza come ,un'onda di rabbia, forse come un
improvviso flusso di speranza, ma ritorna sempre a battere
il muro come un flutto d'abbandono e di disperazione.
Egli cammina su e giù nel vortice serrato di questo continuo e
tempestoso pensiero. Soltanto un pensiero - costante, fisso,
immobile, sinistro senza forza e senza voce.
Un pensiero ,di pazzia, di furore, d'agonia e di disperazi~ne,
un pensiero infernale, poichè è un pensiero naturale. Tutte le
cose naturali sono .le cose impossibili quando vi sono delle
prigioni nel mondo - pane, lavoro, felicità, pace, amore.
Ma egli non pensa a questo. Mentre cammina egli pensa della
cosa più sovrumana, più irraggiungibile, la più impossibile
cosa del mondo:
Egli pensa a una piccola chiave d'ottone che gira appena per
metà e spalanca la porta rossa di ferro.
......
......
Ecco tutto quello che pensa il Camminatore, mentre cammina
durante tutta la notte.
Ed è proprio quello che pensano duecento cervelli sommersi
nella tenebra e nel silenzio della notte, ed è pure quello che.
io penso.
Stupenda è la suprema saggezza della prigione che fa tutti
pensare lo stesso pensiero. Meravigliosa è la provvidenza della
legge che uguaglia tutti, perfino nella mente e nel sentimento.
Caduto è l'ultimo ostacolo del privilegio, l'aristocrazia
dell'intelletto. La democrazia della ragione ha messo allo
stesso livello tutti i duecento cervelli alla superficie comune
dello stesso pensiero.
lo, che non ho mai 'ucciso, penso come l'assassino;
lo, che non ho mai rubato, rifletto come il ladro;
lo penso, rifletto, spero, dubito, attendo come il sicario, il
malversatore, il falsario, il contraffattore, l'incestuoso, il
rapitore, l'ubbriacone, la prostituta, il lenone, - io, io che
solevo pensare all'amore, e alla vita, e ai fiori e al canto e
alla bellezza e all'ideale.
Una piccola chiave, una piccola chiave tanto piccola come il
mio mignolo, una piccola chiave di ottone lucente.
Tutte le mie idee, i miei pensieri, i miei sogni sono assiderati in
una piccola chiave d'ottone lucente.