Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 


Poesie di Arrigo Boito - urlo munch
Poesia di Arrigo Boito 
A Emilio Praga

Siam tristi, Emilio, e da ogni salute
messi in bando ambidue.
Io numerando sto le mie cadute,
tu numeri le tue.

Precipitiam nel sonno e nel dolore
ogni giorno più smorti,
fameliche su noi volano l’ore
qual su due nuovi morti.

E intanto il vulgo intuona per le piazze
la fanfara dell’ire,
ed urla a noi fra le risate pazze:
«Arte dell’avvenire!»

E ridiamo noi pur colla baldoria
che ci beffa e trascina,
voltando il segno della nostra gloria
in motto da berlina.

Tali noi siam ed anco il refrigerio
ci abbandona del canto.
E ne strugge perenne un desiderio
sempre nuovo ed affranto.

Or sul suolo piombiam verso il fatale
peso che a’ pesi è somma,
or balziamo nel ciel dell’Ideale,
vuote palle di gomma.

Sono stanco, languente, ho già percorso
assai la vita rea,
ho già sentito assai quel doppio morso
del Vero e dell’Idea.

Ho perduti i miei sogni ad uno ad uno
com’oboli di cieco;
nè un sogno d’oro, ahimè! nè un sogno bruno
oggi non ho più meco.

E come il bruco che rifà la seta
colle smunte fibrille.
rifeci il voto a una mia forte mèta
e cento e mille.

 

Carmi! poemi! liriche! ballate!
drammi! odi! canzoni!...
Vanità! Vanità! glorie sognate!
perdute illusïoni!

Non parliamone più; quelle rimorte
poniam larve in obblio...
I miei pensier vanno verso la morte
come l’acqua al pendio,

E te scendo le alture, a notte folta.
solo, nella caligine.
l’anima mia già crede esser travolta
dall’eterna vertigine.

A Emilio Praga, compagno scapigliato, Arrigo Boito dedica questa maliconica lirica, confessione di una sconfitta e di una crisi psicologica, sociale e artistica di una generazione che si sente ad una svolta importante e delle infinite contraddizioni e dubbi che affliggono il poeta.

Leggi le Poesie di Arrigo Boito