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Poesia di Riccardo Bacchelli 
Aprile

Primavera in mezzo agli orti. Dietro le nubi cambia paese
Il desiderio, esse vanno e io sto, l'aria
Promette ora pioggia ora incredibile tersezza,
lo sto qui seduto lungo una fila di violacciocche.
Da spalancate finestre acciottolii nelle cucine,
Voci calme di donne di varie età,
Immortali musiche cercate sui tasti
Da principianti nelle luminose facciate qui attorno,
L'aria è ferma qui, il vento è fra le nuvole,
Aprile dolce dormire. Tutto
È lontano e vicino, anche la fresca
Poesia, mentre la rimpiangevo è qui nata
All'odore di terra immollata. L'anima
Apprende un desiderio che si contenta di se stesso,
Tanto male e tanto buio sono un ricordo tra altri, 
Tutte le voglie viaggiano irreali eppur possibili,
Aprile dolce dormire. Questo bambù
S'è seccato l'inverno scorso, goccia una cannella,
Le finestre al sole si rifanno dell'invernata.
Aprile tutt'i sogni son lontani e vicini.

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Riccardo Bacchelli è lo scrittore di maggior vena che abbia oggi l'Italia e forse, anche di più estesi interessi. Romanziere, storico, letterato di formazione classica, e poeta.
Anche poeta, e non soltanto in prosa, nelle sue pagine Più lavorate e ispirate, momenti e respiri della sua ricca narrativa, ma in versi. Si può dire che il primo suo libro valido fu un libro di poesie, Poemi lirici.
(Bologna, 19 aprile 1891 – Monza, 8 ottobre 1985)

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