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orologi 2
Poesia di Antonio Gulli
Orologi a tappe anarchiche

Ho tanti orologi in casa.
A me l’orologio ricorda il tema della possibilità di poter essere sia bello che utile.
Possono ospitare foreste e animali, bottiglie, tazze, fiori e scene di sesso.
Gli orologi hanno la potenza di rimanere uguali.
Non si lasciano distrarre dall’occhio che su di loro si posa.
Non mi sembra che abbiano il complesso della timidezza.
La mia nudità non li spaventa quanto il loro agire mi terrorizza.
Il loro fragore lo si avverte di notte
quando la stufa ha rilasciato completamente il suo calore
quando la televisione ha lasciato il palcoscenico ai gatti
quando il divano si impadronisce del corpo.
Gli orologi di casa non battono nessuno la stessa ora.
Ognuno di loro gode di una diversa energia.
C’è chi si fa trascinare e chi scatta alla partenza.
Alcuni sono fermi altri vanno avanti o indietro
altri sono in orario.
Questi ultimi sono rari.
Vorrei che tutti gli orologi di casa indicassero la stessa ora.
La vita mi sembrerebbe più precisa.
Ma al contempo mi ripugna l’idea che tutti gli orologi che abitano con me offrissero la stessa tappa nel battere il tempo.
Non è così negli orologi di casa.
Non è così dentro di me.